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Spagna locomotiva d'Europa? Il pil pro capite racconta una storia diversa

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Spagna: locomotiva d'Europa?Italiano alle Canarie


Copertina articolo sul PIL pro capite di Spagna, Italia e Polonia dal 1980 al 2030, con grafico comparativo e riferimento alla narrativa della Spagna locomotiva d’Europa secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale.

La Spagna cresce. Questo è un dato reale, documentato e difficilmente contestabile.


Negli ultimi anni l’economia spagnola ha registrato risultati importanti ed è stata spesso indicata come una delle più dinamiche d’Europa.

Da qui nasce una narrativa ormai molto diffusa: la Spagna corre, la Spagna supera gli altri, la Spagna sarebbe diventata una nuova locomotiva economica europea.


Tutto vero? In parte sì.

Il problema nasce quando la crescita del PIL complessivo viene trasformata automaticamente in una prova di maggiore benessere per i cittadini.


PIL e PIL pro capite: una distinzione fondamentale


Nel dibattito pubblico si parla spesso di PIL, molto meno di PIL pro capite. La differenza, invece, è decisiva.


Il PIL misura la ricchezza complessiva prodotta da un Paese. Il PIL pro capite misura invece quanta ricchezza economica corrisponde mediamente a ciascun abitante.


Questa distinzione non è un dettaglio tecnico. È uno dei punti centrali per capire se la crescita di un Paese si traduca davvero, almeno in media, in una maggiore ricchezza economica per la popolazione.


Un Paese può aumentare il proprio PIL grazie alla crescita della popolazione, all’aumento degli occupati, all’arrivo di nuovi residenti, di nuove imprese o di maggiori investimenti.


Tutto questo può far crescere l’economia nel suo complesso, ma non implica necessariamente che la ricchezza media disponibile per ciascun abitante cresca nella stessa misura.


Il grafico del Fondo Monetario Internazionale


Per approfondire questo punto ho analizzato un grafico del Fondo Monetario Internazionale che confronta Italia, Spagna e Polonia utilizzando il PIL pro capite a parità di potere d’acquisto.


Parliamo quindi della ricchezza economica media prodotta per abitante, corretta per il diverso costo della vita nei vari Paesi.


Il dato che emerge è molto chiaro: dal 1980 fino alle proiezioni del 2030, l’Italia resta sempre davanti alla Spagna.


La distanza varia nel tempo.


In alcuni periodi si riduce, in altri torna ad allargarsi, ma il tanto decantato sorpasso della Spagna sull'Italia, semplicemente non arriva.


L’Italia è sempre stata e continua a essere davanti alla Spagna secondo questo indicatore.


Naturalmente stiamo parlando di medie statistiche e non di singole persone. Nessuno sostiene che ogni italiano sia più ricco di ogni spagnolo.


Il dato mostra semplicemente che, secondo questo indicatore del Fondo Monetario Internazionale, la ricchezza economica media per abitante continua a risultare più elevata in Italia che in Spagna.


La sorpresa si chiama Polonia


La parte forse più interessante del grafico riguarda però la Polonia.


Negli anni Ottanta la distanza rispetto ai grandi Paesi dell’Europa occidentale era enorme. Per decenni Varsavia è rimasta nettamente indietro rispetto a Italia e Spagna.


Poi il quadro cambia progressivamente. La crescita accelera, gli investimenti aumentano, la produttività migliora e il recupero diventa sempre più evidente.


Confronto tra Italia, Polonia e Spagna attraverso una rappresentazione simbolica della crescita del PIL pro capite in Europa, con la Polonia che raggiunge l’Italia entro il 2031 secondo le proiezioni del Fondo Monetario Internazionale.

Le proiezioni del Fondo Monetario Internazionale mostrano una Polonia ormai davanti alla Spagna e praticamente alla pari con l’Italia alla fine del decennio.


Da questo punto di vista, se esiste una possibile nuova locomotiva europea osservando questo indicatore, quella locomotiva non sembra essere la Spagna. Sembra essere la Polonia


Una realtà più complessa della narrazione


Questo significa forse che la Spagna non cresce? No.


La Spagna cresce e in diversi anni ha registrato tassi superiori a quelli italiani. Negarlo sarebbe sbagliato.


La crescita del PIL complessivo e la ricchezza economica media per abitante non sono la stessa cosa.


Confondere i due concetti rischia di produrre una visione parziale della realtà. Il PIL pro capite non racconta tutto, perché per valutare il benessere reale servono anche salari, costo della casa, distribuzione della ricchezza, servizi pubblici, pressione fiscale e qualità della vita.


Tuttavia racconta qualcosa che spesso viene dimenticato.


Quando sentiamo parlare di crescita economica, dovremmo sempre chiederci quale crescita viene raccontata.


Quella del Paese nel suo insieme? Oppure quella che si riflette nella ricchezza media per abitante?


Nel video analizzo il grafico del Fondo Monetario Internazionale, spiego in modo semplice la differenza tra PIL e PIL pro capite e mostro perché la narrazione della Spagna locomotiva d’Europa merita una lettura più attenta.


Guarda il video con l'analisi completa

✍️ Italiano alle Canarie

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