Perché gli stranieri comprano casa alle Canarie nel 2026
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- 9 ore fa
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Le Canarie non attirano soltanto milioni di turisti. Da anni rappresentano anche una delle destinazioni immobiliari spagnole più ricercate dagli acquirenti stranieri. Per capire perché gli stranieri comprano casa alle Canarie bisogna considerare il clima, la qualità della vita, le opportunità di investimento e soprattutto il maggiore potere d’acquisto di una parte degli acquirenti internazionali.
Nel secondo semestre del 2025 le compravendite effettuate da stranieri alle Canarie sono diminuite del 10,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il calo non ha tuttavia cancellato un fenomeno ormai strutturale: le isole continuano a essere uno dei mercati immobiliari spagnoli con la maggiore presenza internazionale.
Perché gli stranieri comprano casa alle canarie
Il clima mite durante gran parte dell’anno rimane il richiamo più evidente. Per chi proviene da Germania, Regno Unito, Paesi Bassi, Belgio o Scandinavia, trascorrere l’inverno alle Canarie significa trovare temperature gradevoli senza uscire dall’Europa.
Il clima, però, non basta a spiegare gli acquisti. Contano anche i collegamenti aerei, la sicurezza, lo stile di vita, la presenza di comunità straniere già consolidate e un mercato turistico capace di rendere interessante una seconda casa.
Una parte degli immobili viene acquistata per viverci stabilmente o per trascorrervi alcuni mesi all’anno. Un’altra viene considerata un investimento, destinato alla locazione tradizionale o turistica, dove consentita.
Il vero vantaggio è il potere d’acquisto
Dire semplicemente che “i pensionati nord-europei sono più ricchi” e comprano casa alle Canarie sarebbe una semplificazione. Il punto centrale è il divario tra la capacità economica di una parte degli acquirenti stranieri e quella delle famiglie residenti.

Chi arriva da economie caratterizzate da salari, pensioni o patrimoni mediamente più elevati può disporre di maggiori risparmi, vendere una casa nel proprio Paese oppure acquistare senza ricorrere interamente a un mutuo.
Per molti lavoratori canari la situazione è opposta: salari contenuti, affitti elevati, difficoltà nel risparmiare e accesso sempre più complicato al credito. Due persone possono quindi contendersi la stessa abitazione partendo da condizioni economiche completamente diverse.
Fisco e sanità: attenzione ai falsi miti
Le Canarie non offrono una tassazione speciale generalizzata ai pensionati stranieri. Chi trascorre in Spagna più di 183 giorni durante l’anno può diventare residente fiscale spagnolo e deve dichiarare i propri redditi secondo le regole previste e le convenzioni internazionali applicabili.
Gli accordi contro la doppia imposizione servono a evitare che la stessa pensione venga tassata due volte, ma il trattamento cambia in base al Paese, al tipo di pensione e alla situazione personale.
Anche l’assistenza sanitaria pubblica non è automaticamente compresa con l’acquisto di un immobile. Per molti pensionati provenienti dall’Unione Europea l’accesso passa attraverso il modello S1, rilasciato dal Paese responsabile della pensione e registrato successivamente in Spagna.
Limitare gli acquisti è davvero possibile?
Nel 2026 il Governo delle Canarie continua a chiedere all’Unione Europea strumenti eccezionali per limitare l’acquisto di abitazioni da parte dei non residenti. La proposta punta soprattutto alle zone maggiormente sottoposte a pressione abitativa, ma deve confrontarsi con le norme europee sulla libera circolazione dei capitali.
La questione, comunque, non può essere ridotta a una contrapposizione tra canari e stranieri. Gli acquirenti internazionali portano investimenti e consumi, ma una domanda esterna molto forte, concentrata in territori con poca disponibilità di suolo, può contribuire all’aumento dei prezzi.
La soluzione non è rendere le canarie più care
Aumentare indiscriminatamente tasse e costi dei servizi per scoraggiare gli stranieri sarebbe controproducente. I primi a pagarne le conseguenze sarebbero proprio i residenti.
Una strategia più equilibrata dovrebbe aumentare l’offerta di edilizia pubblica, favorire l’acquisto della prima casa, contrastare la speculazione, controllare l’uso turistico irregolare degli immobili e valutare una fiscalità più incisiva sulle proprietà multiple non destinate alla residenza stabile.
Il problema non è che le Canarie continuino ad attrarre persone e capitali. Il problema nasce quando vivere nelle isole diventa sostenibile per chi arriva con redditi esterni, ma sempre più difficile per chi nelle isole è nato, lavora e percepisce uno stipendio locale.
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