
LE CANARIE E L’OCEANO DI “MERDA”
Nel Parlamento canario una deputata ha denunciato gli scarichi in mare con parole durissime: in alcuni punti delle Canarie, ha detto, i cittadini si bagnano “letteralmente nella merda”.
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Alle Canarie la cartolina è sempre la stessa: mare, sole, turismo, qualità della vita, paradiso europeo in mezzo all’Atlantico. Una frase pronunciata nel Parlamento canario, però, rompe l’incantesimo.
La deputata socialista Alicia Vanoostende ha denunciato i problemi ambientali dell’arcipelago e, parlando degli scarichi in mare, ha detto che in alcuni punti delle Canarie i cittadini continuano a fare il bagno “letteralmente nella merda”.
Una frase dura, volgare, scomoda. Proprio per questo, forse, efficace.
LA PAROLA CHE SMONTA LA CARTOLINA
Il punto non è solo la parola “merda”.
Il punto è tutto quello che quella parola trascina con sé: scarichi, contaminazione, ritardi, piani, studi, promesse, competenze rimbalzate da un governo all’altro e cittadini che intanto vivono in mezzo alle conseguenze.
Una cosa è vendere le Canarie come destinazione da sogno, un’altra è spiegare perché, in alcune zone, il mare non sia sempre quel simbolo limpido e incontaminato che compare nelle campagne turistiche.
DUE ANNI DI STUDI, PIANI E POCHI RISULTATI
Vanoostende ha accusato la Consejería de Transición Ecológica di aver fatto “poco o nulla” negli ultimi due anni, al di là di studi e piani, per rispondere alle richieste nate dalle manifestazioni del 20 aprile 2024 del collettivo Canarias tiene un límite.
Scarichi in mare, gestione dei rifiuti, ecotassa ferma, legge sulla biodiversità in ritardo, legge sul cambiamento climatico accusata di essere stata annacquata.
Il quadro è pesante.
Il Governo, dal canto suo, respinge le accuse e ricorda al PSOE che nella legislatura precedente era proprio il Partito Socialista ad avere responsabilità di governo.
IL SOLITO SCARICABARILE
La parte più prevedibile della politica arriva subito dopo: chi governa oggi accusa chi governava ieri, chi era al governo ieri accusa chi governa oggi.
La solita partita tra destra e sinistra, con il cittadino in mezzo a pagare il conto, respirare le conseguenze e, in certi casi, fare anche il bagno nella merda di problemi che nessuno sembra davvero voler risolvere fino in fondo.
Nel frattempo, gli scarichi restano, la contaminazione anche e la cartolina del paradiso continua a galleggiare sopra una realtà che puzza.
La “merda”, se c’è, non cambia colore a seconda del partito che la nomina. C’era prima, c’è oggi e rischia di esserci anche domani, qualunque forza politica sieda al governo.
IL PROBLEMA NON È LA FRASE VOLGARE
La vera volgarità non sta nella parola usata nel Parlamento canario.
La vera volgarità sta nel vendere un territorio promosso come paradiso, dove una parte dei suoi problemi ambientali resta lì, irrisolta, normalizzata, quasi nascosta sotto la sabbia della propaganda turistica.
La vera volgarità sta nel chiedere ai cittadini di credere alla narrazione perfetta, mentre poi emergono ritardi, carenze e accuse incrociate su temi fondamentali come acqua, mare, rifiuti, energia e territorio.
Le Canarie non hanno solo un problema di immagine. Hanno un problema ambientale che puzza più della propaganda che prova a nasconderlo.
Il valore reale di un paradiso turistico si misura anche da qui: da un Parlamento locale costretto a discutere del fatto che, in alcuni punti, la gente si bagna “nella merda”.
Benvenuti alle Canarie: il paradiso turistico dove anche le acque reflue finiscono nel Parlamento canario.
FONTI
Fonte principale: Canarias Ahora / elDiario.es, su informazione EFE, 28 aprile 2026 — dichiarazioni di Alicia Vanoostende nel Parlamento delle Canarie sugli scarichi in mare.
Verifica video: Parlamento de Canarias, clip ufficiale dell’intervento in Aula.